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L’Abbazia

L’Abbazia Florense è uno tra i più importanti edifici religiosi di tutta la Calabria. Compreso nell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, si tratta del primo edificio costruito a San Giovanni in Fiore, che di fatto ha portato alla nascita della città stessa, tra il 1186 e il 1189. 

Il monastero fu fondato da Gioacchino da Fiore che lo dedicò a San Giovanni Evangelista. La prima abbazia sita nella località Jure Vetere subì un incendio nel 1214 e successivamente fu costruita in un’altra zona, presso un costone roccioso caratterizzato da vallate adatte al pascolo e alla coltivazione e con a fondo valle il fiume Neto.

La nuova abbazia fu ideata dall’architetto e vescovo Luca Campano (che ideò il Duomo di Cosenza) e furono necessari circa 14 anni per terminare i lavori. La sua edificazione avvenne successivamente alla morte di Gioacchino da Fiore.

L’architettura dell’edificio è perfettamente ispirata alle idee del religioso, basate sulle tre principali attività dell’uomo: lavoro manuale, dottrina e preghiera. L’abbazia presenta un’unica navata e le pareti furono lasciate appositamente spoglie, in linea con l’ideale di povertà perseguito da Gioacchino da Fiore. Ai lati si trovano due cappelle a due campate con volte a crociera.

L’abbazia non è più destinato alla vita dell’ordine monastico e ospita in parte il Museo Demologico ed in parte una casa di riposo.

 

Caratteristiche

Impianto del complesso badiale

 

Forma quadrata

Chiostro ad archi ogivali al centro

Pianta croce latina
Abside Rettangolare

Orientato a oriente

Facciata Snella

La cuspide forma una capanna

(Più volte modificata nel corso del tempo)

Portale In pietra calcarea

Comprende un arco ogivale in una struttura rettangolare

(Più volte modificato nel corso del tempo)

Campanile A forma di parallelepipedo

4 archi, 2 campane

Altare stile Barocco, arte lignea del maestro Giovanbattista Altomare

Gioacchino da Fiore

Nacque a Celico, un paese della presila a pochi chilometri da Cosenza. Le sue origini sono controverse: secondo alcune teorie nacque da una famiglia povera di agricoltori mentre secondo altre da un notaio. Si fece frate cistercense e in seguito fu nominato abate. Nella sua vita  fu ospite di molte abbazie tra le quali, quella di Casamari. Fondò la congregazione florense in seguito ad una crisi spirituale. Gioacchino morì intorno al 1202 e come per la sua nascita non si hanno informazioni certe sul luogo della sua morte.  A

Gioacchino da Fiore in sé e una figura complessa perché può essere definito monaco, abate, teologo, esegeta, pensatore, mistico e molto altro. Una vita povera e umile, basata sulla spiritualità e sulle penitenze.  Scrittore e predicatore a lui è attribuita la predizione degli ordini francescano e domenicano.

Il Liber figurarum, ovvero il Libro della figure, è un codice miniato, un’opera nella quale attraverso le figure e la simbologia, illustra il suo pensiero tentando di spiegare la dottrina cattolica. E’ una delle sue opere più importanti, se non la più importante, anche dal punto di vista artistico: Gioacchino da Fiore fu anche considerato come un bravo pittore, tanto che a lui sono attribuiti i mosaici della basilica di S. Marco a Venezia. La sua importanza è testimoniata anche dalla presenza del religioso nelle opere di Dante Alighieri, che lo collocò fra i beati sapienti.

Le spoglie di Gioacchino da Fiore si trovano nella cripta dell’abbazia di S. Giovanni in Fiore. Nel 2001 l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano mons. Giuseppe Agostino ha riaperto il processo di canonizzazione.